In una tabella semplice-semplice il Sole 24 Ore ha riportato i debiti finanziari delle più importanti società italiane al 31 marzo del 2005. Vediamo cosa dice la tabellina partendo dai debiti finanziari, una piccola classifica delle società più indebitate:
1a Telecom Italia, 50.756 milioni di euro (non dubitavo),
2a Fiat, 32.121 milioni di euro (lo sapevo),
3a Enel, 25.666 milioni di euro (ho capito perché è andata in Borsa!),
4a Autostrade, 10.049 milioni di euro (tutti debiti dei Benetton?)
Telecom, Enel e Autostrade si reggono (con le stampelle) su tre fattori:
- monopolio di fatto
- incassi continui
- tariffe superiori alla media europea
Ma, lo capisce chiunque, non possono durare con questi debiti e con questi manager.
Infatti, se l’indebitamento viene confrontato con il capitale netto delle società (in altri termini quanto valgono) si ha la seguente classifica:
1a Fiat con un mostruoso 594,4%,
2a Autostrade con un altrettanto mostruoso 538,5%,
3a Telecom Italia con 239,5%,
4a Enel con il 128,1%.
Forse questo è l’ordine in cui nel tempo queste società falliranno. Ma in realtà sono già tutte fallite.
E infine………
Dal blog di Beppe Grillo…….
Caro Beppe. Da tempo sento parlare di questo Blog in cui, tra le altre, Telecom Italia viene data come una delle società di imminente fallimento. Ebbene, in Telecom Italia lavoro da diversi anni, da quando ancora si chiamava SIP, e quando, laureato con lode vi sono entrato, mi sembrava di aver vinto un terno al lotto. Oggi, mi chiedo cosa le ho dato e cosa mi ha dato: le ho dato fiducia, ed i migliori anni della mia vita professionale. Lei mi ha dato, ad oggi, un buon e puntuale stipendio - che comunque non è poco - ma nulla di piu’. Quello che so e applico nella mia quotidiana attività lo devo ancora ai miei libri universitari e alla mia curiosità. I corsi di "formazione", peraltro sicuramente ben fatti e molto costosi, cui mio malgrado sono "comandato" sono tutti orientati alla "motivazione", alla "proattività", mai all’arricchimento professionale. E, ancora anagraficamente giovane, ma ormai professionalmente sacrificabile, mi chiedo cosa potro’ rivendere quando quest’azienda mi darà il benservito sotto forma di esternalizzazione o di (inaccettabile) trasferimento. Era un’azienda orgogliosa, quando mi ha assunto, forse militaresca, ma dove si lavorava, ti sembrerà strano, per dare un servizio. Ora il diktat è: risparmiare e creare cash (per ripianare i debiti). Tutto è finalizzato a quelli..i debiti verso le banche, quasinulla viene reinvestito…Ma come è potuto succedere che una società florida, che ha peraltro costruito il suo "impero" sulle risorse pubbliche (ergo, dei cittadini), sia stata regalata al primo Colaninno che passava! Eravamo una delle potenze telefoniche europee, con partecipazioni in mezzo mondo, ero orgoglioso di appartenervi, ed ora mi ritrovo a "scherzare" con i colleghi su quanto ci rimane da "vivere" come telefonici e, il danno e la beffa, e parare le bordate di amici e parenti che ci licenzierebbero in massa. Mi sembra di essere uno dei suonatori del Titanic….la nave affonda, e io e i miei colleghi continuiamo a suonare..
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