Ultimamente sto soffermandomi sull’analisi della Corea Del Nord e sul ruolo del suo dittatore Kim Jong Il. L’attenzione che sto dedicando a questo paese e al suo massimo rappresentante è dovuta principalmente al comportamento fuori dagli schemi del "politically correct" e, spesso e volentieri, dalla logica tradizionale utilizzata in politica internazionale. Kim Jong Il viene rappresentato, dai media ufficiali mondiali, come un tiranno con poco senso del controllo e scarse capacità relazionali. Viene rappresentato come un uomo nero nero capace di gettare il mondo nello sconforto e nella distruzione con pochi e semplici passaggi retorici mal condotti.
Questo, come spesso accade, non è del tutto vero, anzi si discosta nettamente dalla particolare e multivariegata personalità del dittatore. Per fare alcuni esempi, sapevate che Kim Jong Il è il figlio di Kim Il Sung autore di numerosi testi filosofici e portavoce ufficiale di una teoria filosofica chiamata Juche? Come suo erede diretto Kim Jong ha buttato anima e corpo nella strenua difesa di questa filosofia e nel tentativo di una corretta interpretazione da parte di tutti gli abitanti, in primis, della Nord Corea e, per ultimi, tutti coloro che siano realmente interessati ad una filosofia socialista che si dichiara rivoluzionaria e definitiva.
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Anteprima di La Filosofia Juche
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