
Recentemente è venuto a far visita al bel paese il presidente
americano bush. Onorati della sua presenza i nostri politici hanno subito messo in moto una macchina di benvenuto imponente. Misure di sicurezza all’estremo livello possibile, controlli agli
aereoporti, blocchi
stradali e chiusura dei
negozi nella zona del
centro storico. Lo spazio aereo era interdetto per evitare qualche
Kamikaze giapponese, che reduce dall’ultima guerra, poteva decidere di lanciare l’ultimo attacco al nemico. I negozi del centro, esperienza personale, non avevano ancora capito
se potevano rimanere
aperti o dovevano rimanere
chiusi o, se era conveniente rimanere
aperti o molto più conveniente rimanere
chiusi. Rimanere aperti per cercare di portare il pane a casa o rimanere chiusi per evitare distruzioni di materiale che serve a portare il pane a casa?
Quando ho avuto la notizia che bush sarebbe venuto in visita in Italia sono stato colto da una totale indifferenza. Indifferente al desiderio di un dittatore fuori casa e primo ministro in casa di fare un giro per i paesi "alleati" nel tentativo di convincerli ad entrarre ancora un po di più nella merda. Indifferente ad una persona che manca cosi tanto di buongusto da chiamare il Papa "signore" e dare alla regina Elisabetta più anni dei più anni che gia ha. Cosi alogico da dichiarare in pubblico a Washington, Dc il 3 aprile 2007,cito parole testuali, che:" Per risolvere la situazione in Iraq - un Iraq in grado di governarsi, mantenersi e difendersi da solo - non basta una operazione militare. Ed è esattamente per questo motivo che ho inviato più soldati a Baghdad". Insomma indifferente ad una persona che meriterebbe indifferenza.
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Anteprima di Bush a Roma, polemiche, fumo e niente arrosto.
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