La medicina condizionale
Comincio con una filastrocca per arrivare poi al dunque:
dal greco: farmakòn = medicina o veleno (dipende dalla dose)
in Italiano: Droghe sono le spezie per cucinare oppure le sostanze che agiscono sulla mente
in Inglese: Drugs sono i medicinali E le droghe
nella metallurgia il drogaggio di una lega è l’aggiunta di minerali in piccola quantità per ottenere particolari caratteristriche meccaniche.
Insomma anche di una parola come droga su cui ci sono già molte opinioni diverse e la maggior parte ne adotta una ben convinto che sia la migliore ci si dimentica che nasconde delle sfaccettature.
In altre parole: la Maria è anche un fiore.
In appoggio a questa riflessione poetica mi giunge notizia di un sorprendente risultato scientifico : il fumo di Cannabis è meno cancerogeno del fumo di Tabacco . Non solo, ma sembra che alcuni composti ritrovati nella cannabis uccidano cellule tumorali di diversi tipi di cancro.
E qui entra in gioco la farmacologia: non c’è farmaco senza spine, ovvero: non a tutti potrebbe piacere fumare la canna(bis) tutti i giorni a scopi medicinali. Nondimeno se altri studi confermassero questi primi risultati e il fumo risultasse la migliore via di assunzione (perchè si può facilmente dosare la quantità adatta per ogni paziente) questo potrebbe essere uno scenario futuribile… gli spinelli, cacciati dalla finestra (della società) rientrerebbero dalla porta principale (della scienza).
Infatti la marijuana non è stata sempre vietata nel mondo occidentale, pare che sia stata la lobby
dell’industria petrolifera, cartacea e tessile ormai quasi settant’anni fa a premere per vietarla e successivamente i tabaccari si unirono soddisfatti all’affare del secolo. Una parte di queste cose mi sono state raccontate direttamente anche da parenti, a cui per esempio la farmacista del paese aveva consigliato una sigaretta di marijuana per l’insonnia (ora piuttosto il Lexotan) e qualche anno dopo videro che era stata vietata.
In pratica negli anni ‘40 riuscirono non solo a criminalizzare una pianta utile alla società ma anche ad eliminare dal prontuario medico una medicina che si era dimostrata utile senza dimostrarne la pericolosità in ambito medico, cioè ricorrendo all’uso della suggestione della massa (e dei deputati distratti). Questo adesso non potrebbe più succedere come abbiamo visto nel caso dei medicinali antinfiammatori pericolosi per il cuore dei cardiopatici, per i quali si è semplicemente cambiato il foglietto illustrativo per dire che non sono adatti per tutti i tipi di malati. E’ una cosa molto semplice e anche giusta ma se per la marijuana non arriva ancora il momento della riabilitazione forse è perchè le pressioni della lobby industriale non sono cessate.
Un altro esempio dei poteri della suggestione di massa è l’influenza aviaria-umana : ancora non esiste ma già nessuno ha voglia di mangiare il pollo e anche se si verificherà il pollo si potrà continuare a mangiare perchè il virus viene distrutto dalla cottura (la febbre a 40° uccide virus e batteri, la padella può raggiungere i 300°).
Un altro esempio è la cattiva stampa sull’omeopatia, che è un tentativo di autodifesa delle case farmaceutiche rispetto alle crescente cattiva opinione che hanno i consumatori/pazienti rispetto all’industria farmaceutica causata dalle notizie di corruzione, dal sapere che fanno finta di niente quando si scopre che una farmaco è piuttosto un veleno che una medicina (caso Lipobay-Bayer), fino alle statistiche delle morti causate da errori medici, che non c’entrano direttamente con le case farmaceutiche ma si sa "i soldi si prestano a chi ne ha già tanti" per cui anche questo carico va sulle loro spalle.
Quello che voglio indicare con il titolo "Medicina condizionale" è che la direzione della ricerca in medicina è in gran parte condizionata da interessi economici perchè prima di spendere miliardi di euro/dollari per scoprire e/o produrre una nuova molecola da BREVETTARE (è questa la parola chiave) bisognerebbe per lo meno spenderne qualche milione per essere certi che quello che già si ha non sia sufficiente.
Purtroppo quello che non si può brevettare non è redditizio (d’altra parte di solito non è neanche costoso) e quindi sarebbero soldi spesi per il solo bene dell’umanità, ma non è questo l’obbiettivo dell’industriale.
Poco importa che i ritmi dell’industria siano una malattia aggiuntiva e non il rimedio alle malattie pre industriali: la povertà e la fame non sono state eliminate neanche nei paesi industrializzati. L’importante sono i beni degli industriali.
(Un’altra promessa era che grazie alle macchine avremmo avuto più tempo libero… ma allora perchè sono tutti così stressati? Tanto da ricorrere chi agli spinelli ed altri ansiolitici (per rilassarsi) e chi alla cocaina e altri stimolanti più o meno blandi (per stimolarsi ancora di più.)


































on November 15th, 2005 at 2:02 pm
In Polacco “droga” vuol dire strada, strano ma vero, te lo assicuro, abito a Varsavia da un anno, ad esempio “Pomoc Drogowi” vuol dire soccorso stradale. Ciao, Tigre.
on November 15th, 2005 at 3:45 pm
La dichiarazione di indipendenza degli USA fu fatta con fibre di cannabis. Lo dice anche una rivista del M.I.T. http://mit.edu/thistle/www/v13/2/history.html
on November 15th, 2005 at 4:00 pm
ma al di là dei poteri miracolosi della pianta è proprio la politica repressiva che ci sta dietro che è sbagliata:
vi riporto un breve passo di Luttazzi preso dal suo ultimo lavoro teatrale: “bollito misto con mostarda”;
“Il proibizionismo ha storicamente fallito, consente alla mafia di arricchirsi e ai terroristi fondamentalisti di comprare armi e addestrarsi. tutte le droghe andrebbero legalizzate… Rendendo legale l’alcool i gangster dei liquori illegali abbandonarono il business.Si tratta di informare e persuadere le persone, non di imprigionarle.”
on November 16th, 2005 at 9:55 am
Ho la sensazione, e qui chiedo il tuo aiuto powwow, che però il problema dell’assunzione di marijuana a scopo terapeutico non sia l’unica faccia che va considerata. Cioè la mia domanda è:
ma l’uso controllato, con tutti gli effetti positivi che ne comporta, può trasformarsi in abuso, con tutti gli effetti negativi che questo comporta?
Cioè sono anni che mi vengono spiegate le interferenze psichiche che la marijuana può causare in un corpo. Tra cui, faccio solo questo esempio, attacchi di panico.
Oltretutto in questo periodo sto seguendo un corso di Psichiatria il quale parlando di droghe in generale, si è soffermato sulla marijuana affermando che test clinici hanno dimostrato che a lungo andare può rovinare i neuroni.
Ora la scienza è sempre stata un po ambigua però mi chiedo, vale la pena santificare in toto una sostanza psicoattiva oppure è bene considerarla comunque un medicinale con tutti i suoi effetti collaterali?
on November 16th, 2005 at 10:11 am
Non vedo perchè lo chiedi a me quando c’è un doc disponibile e autore del post
on November 16th, 2005 at 10:25 am
Mi sa che vi siete focalizzati sulla marijuana invece che sulla medicina.
Il problema della santificazione di una medicina è un problema attuale che riguarda mille altre “droghe” come appunto il mitico Lexotan, il Rivotril, la Fluoxetina ecc. ecc. che si vendono a chili in ogni quartiere in farmacia… Eppure la responsabilità di questa santificazione non è solo dei pazienti ma dei medici che la danno con tanta liberalità e perchè lo fanno? Perchè sul foglietto è riportata la sicurezza nell’uso terapeutico in certe dosi. Il discorso della durata della terapia è lasciato al medico.
Io ho solo preso spunto da una notizia di cronaca scientifica per parlare di un argomento che mi stava a cuore. Infatti la marijuana è solo una delle piante medicinali esistenti e se vogliamo affrontare per esempio l’ansia con la fitoterapia ce ne sono almeno altre cinque che posso trovare, per non parlare dell’omeopatia. Io ho parlato della marijuana in relazione al cancro e anche se fosse stabilito questo danno neuronale (che sarà della stessa entità di quello apportato dalla nicotina magari) meglio perdere un centinaio di cellule in più che tutta la vita, no? del resto è lo stesso discorso che si fa per la chemioterapia attuale, ben più dannosa di qualsiasi fumo ma accettata per quella percentuale di remissione che può dare. E’ un discorso di costo/beneficio. Ma il punto è che questo discorso non viene applicato in maniera imparziale a tutte le sostanze, è invece condizionale al profitto che si può trarre da una sostanza x.
on January 22nd, 2010 at 5:25 pm
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