Abbattimento cerebrale
Lo ammetto sono confuso e spento, più spento che confuso, ma comunque fuori servizio. Vedo poca televisione mi informo poco e però, sorpresa delle sorprese, continuano ad arrivarmi delle notizie da fuori.
Ho saputo di due coniugi che hanno ucciso quattro persone a coltellate per liti condominiali, di un gruppo di "chiacchieratori" che si è incontrato nella reggia di Caserta a discutere e cenare in allegria mentre fuori, il mondo normale, continua a muoversi con i suoi soliti ritmi forsennati noncurante degli aristocratici che, rinchiusi in una reggia, danno libero sfogo alle prossime mosse.
Qualche giorno fa notavo che il sovramummifico Cossiga, uno di quelli che disse per il caso Welby qualcosa come "Se un medico staccasse la spina non credo che la magistratura procederebbe con una seria indagine", denunciare il coraggioso medico per aver staccato la spina a Welby (credo di essermi ripetuto).
Mentre sonnecchiavo sul mio nuovo divano di seconda mano, cedutomi da una signora in procinto di traslocare, mi arriva come un tuono una voce che urla Sunday Bloody Sunday su un canale televisivo di uno dei vicini. "Sarà il solito scherzo di Ghezzi" penso sonnecchiando mentre, però, mi ricordo che L’amministrazione Bush ha attaccato anche la Somalia. Tengo a precisare ho scritto: "L’amministrazione Bush" e ho scritto "ANCHE" che segue il verbo "ATTACCARE". Lo so, sono paroloni ed in effetti non si tratta di attacco ma di cooperazione concordata con lo stesso governo transitorio Somalo aiutato dagli americani a scacciare i cattivoni delle milizie mussulmane che sono in contatto,presumibilmente, con i terroristi cattivi che hanno fatto la bua alle ambasciate del paese piu importante del mondo.
Giochi di parole, giochi di parole. L’altra sera stavo cercando di finire il cruciverba sulla settimana enigmistica e mi sono fermato alla riga nove che dice cosi: " La più grande democrazia del mondo ergo Gli stati uniti Del Mondo d’america hanno accettato il nuovo protocollo aggiuntivo della convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempi di guerra parte 1 e parte 2?" La risposta dovrebbe essere si, ma fa saltare tutte le altre corrispondenze. Sono sicuro che è un piccolo errore di stampa.
Dopo essermi fatto la doccia esco dal bagno tutto accaldato fumante come una sigaretta gigante appena accesa e dal muro alle mie spalle, sottile sottile, sento il telegiornale rombare una notiza: " I vescovi polacchi si sottoporranno alla prova della verità per dimostrare il proprio passato libero da collusioni con i servizi segreti "
Sono grandi notizie ma, sorridendo mi viene da pensare che, forse, invece di andare a guardare al passato sarebbe più utile cercare di migliorare il presente e perchè no, prevedere almeno di qualche anno il futuro, giusto per evitare che si ripetano gli errori di una volta e che, i vescovi, invece di fare i vescovi, si trovino un secondo lavoro.
Parlando del futuro ad alta voce come un piccolo malato mentale il mio amore mi ricorda che la politica internazionale è il nuovo show del futuro dove, i piccoli e grandi paesi parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano parlano di questioni di vitale importanza che poi, volente o nolente, ci coinvolgono tutti a partire dal più grande attivista sociale per arrivare al piu misero egocentrico asociale che scrive su un blog.
Per fare un piccolo esempio di commedia internazionale politica cito questo: Nel 1993 gli stati uniti d’america, precisamente nel giugno ventiseiesimo giorno (dio mio suona bene ma è scritto malissimo) hanno lanciato un bel missilone nel quartier generale dell’intelligenza militare Irachena in Baghdad come conseguenza di un presunto piano per uccidere il presidente bush che era in visita IN KUWAIT.
Gli stati uniti giustificarono la cosa affermando che era stato effettuato l’attacco per protezione nazionale FUTURA e che doveva essere inteso come DIFESA NAZIONALE.
Stanco e confuso e confusamente stanco mi avvio verso il letto e mi ricordo che un processo politico verso Saddam Hussein è ancora in atto senza l’accusato. Cioè mi spiego meglio, hanno giustiziato l’accusato ed il processo sta continuando senza la sua presenza fisica. Questo è metafisico, diciamo anche onirico come a dire che, si lui è morto, ma ci sta sicuramente guardando da qualche parte e sarà presente con lo spirito, se mai ne avesse avuto uno.
Finalmente sono nel lettuccio di casa mia ed è silenzio.
Buio pesto e rispettoso silenzio interrotto qua e la, nella notte, dai camion di infaticabili lavoratori che partono alla volta di paesi limitrofi alla ricerca della carne e della mozzarella da distribuire la mattina seguente perchè, nel mondo c’e’ chi gioca a dadi, chi prova a truccarli per vincere sempre e chi, continua, a viverci.
Buona notte.


































on January 13th, 2007 at 11:28 am
ehm… ti svegli poi il giorno dopo e scopri che in grecia un ipotetico gruppo di estrema sinistra armato lancia un missile anticarro contro l’ambasciata USA…. nessun ferito, a quell’ora l’ambasciata era vuota….
… e ti vengo in mente almeno due domande:
- ma non si erano estinti tutti questi gruppi terroristici di estrema sinistra? non erano stati tutti tramutati in terroristi islamici?
- ma l’america, con la sua politica e la sua economia coloniale da nuovo millennio (ridete poco che siamo colonia anche noi!) sta proprio simpatica a tantissima gente, non trovate?
on January 13th, 2007 at 4:15 pm
Be sai la storia gira gira su se stessa e tutto riappare
C’è da dire che qualcuno deve farla girare la storia ed a torto o ragione è il principale responsabile.
E si l’america sta sul cazzo ad una infinità di persone ma davanti questa infinità di persone ci sta un’altra infinità di persone che la apprezza.
è infinito su Infinito che risultato dava?
on January 19th, 2007 at 1:25 am
Non è che l’America sta sul cazzo, nè che la si apprezza, secondo me.
Il punto è che la maggior parte del pensiero globale comune (non tutto, ma buona parte, insomma) si divide in chi la detesta con più o meno motivazioni valide, e chi ne è attratto: ma non di attrazione sana! Non quell’attrazione eterea tanto emotiva di chi riconosce in qualcuno o in qualcosa della bellezza o dei medesimi valori, ideali caratteristiche, sembianze familiari e quant’altro. No, parlo del tipo di attrazione che porta gli stupidi insettini alati a morire bruciati nella cera sciolta delle mie candele alla citronella d’estate. Parlo dell’innocente idiozia delle falene attratte dal fuoco, e dal “fuoco amico†tradite e uccise ,(ogni riferimento non è casuale).
L’uomo che apprezza l’America è come il cane che dopo essersi masticato con gusto la fodera di una poltrona ed essersi subito il giornale arrotolato sul fondoschiena torna ingenuo ed irretito dal suo desiderio irresistibile a riassaporare il lembo mordicchiato di federa, pur avvertendo nel suo piccolo cervello di cane che ciò non lo condurrà a qualcosa di buono. Ma è attratto, il poverino, atavicamente, dal ciucciare quella diamine di federa. Mi spiego: il modello americano non è, e non può, essere apprezzato perché l’essere umano non può essere così ingenuo da non vedere, non capire e non sentire. L’uomo sente, io credo, benissimo, se non coscientemente, quantomeno con l’inconscio, o come piace dire a molte ragazzine, “a pelleâ€, che quel modello è pericolosamente nocivo e autodistruttivo. Il fatto è che Mamma America gli mette davanti tante di quelle poltrone soffici e così meravigliosamente imbottite e con una federa così morbida e mordicchiabile… che… al diavolo, l’uomo “avverte il pericolo†ma ci si fionda comunque.
Insomma, io ho fiducia nell’essere umano, sono convinta che l’uomo si renda benissimo conto di che vuoto cosmico si foderi l’America, ma purtroppo gli specchietti per le allodole funzionano sempre. E per specchietti intendo ogni cosa: dal sogno americano anni ’70, al cappello alla moda di tal attrice, dalla possibilità di diventare cittadino neworkese per poter affermare l’insignificante frase “sono un cittadino libero!â€â€¦. (libertà obbligatoria cantava Gaber… ), dalle serie di cartoni animati che guardo anch’io tutta contenta, dal Blockbuster al disegno politico sull’istruzione che la vecchia Europa vuole imitare per scrollarsi di dosso i secoli e sentirsi più giovane…
E la Coca Cola? I chewin gum? E Frank Sinatra che canta Dancing in the rain? E la loro televisione? I suoi target portati con cotanto successo nella nostra Italietta dal fu presidente Il Nano, nel 1994? L’aura di cui si circonda Mamma America, quella sensazione che solo lei dà , di essere il luogo, l’unico al mondo in cui tutto può succedere, e tutto puoi fare, ma soprattutto tutto puoi essere? Un monte, una enormità innumerevole di federe golosamente mordicchiabili da quei tanti poveri ingenui cani che costituiscono l’altra metà del pensiero globale.. (l’altra metà invece è quella che la detesta apertamente con più o meno motivazioni valide).
…. Senza offendere la categoria dei cani quelli veri che fanno bau bau, si intende…
Comunque, non volevo fare del blasonato antiamericanismo che, come dice Bertinotti, è concezione anacronistica, e va tradotto in “ricerca della propria autonomia nazionaleâ€â€¦.
Sarà … anche se a me da quando è salito sullo scranno dorato appare un po’ meno credibile di prima…
A proposito, non vedo nessun blog sulla polemica della base di Vicenza… sarebbe interessante ancora prima chiedersi come mai Mamma America ha tante basi e a volte nessun permesso nazionale documentato sul suo presunto possesso in territorio non suo di ettari ed ettari in cui reclama il diritto (!!!!!!!) di installarsi senza possibilità di replica… (si veda Sigonella e le sue inchieste stranamente insabbiate…) … Siamo solo una colonia
on January 19th, 2007 at 1:59 am
Precisazione:
Ho voluto vedere, occasionalmente, solo un aspetto dell’uomo: quello istintivo, ingenuo e animale dell’uomo, e non l’altro aspetto, quello dei loschi guadagni e dei complessi tornaconti personali, del comodo che fa gola e di tutte quelle lambiccate operazioni neuronali che mette in moto costantemente il cervello di chi, come dici tu Luca, “apprezza” l’America, altrimenti sarei stata decisamente più aspra…