Rassegna cinematografica: Asian Film Festival
Anche quest’anno con non poche difficoltà sta per iniziare a Roma il quinto Asian Film Festival a partire dal 7 fino al 14 di ottobre presso le sale del Film Studio ( Via Degli Orti D’Alibert 1/c) e dell’Accademia di Francia a Roma (Viale Trinità Dei Monti 1).
Anche quest’anno la ricchezza delle proposte cinematografiche rende l’evento culturale il più variegato e coraggioso possibile.
Variegato perchè la rappresentanza asiatica spazia fra Singapore, Taiwan, Hong Kong, Malesia, Giappone, Vietnam, Corea del Sud, Filippine e, coraggioso, in quanto, è stata presa la decisione di proiettare produzioni cinematografiche che, ad oggi, non hanno un grande potere commerciale. Durante la rassegna sarà possibile osservare 30 lungometraggi, cortometraggi e documentari firmati da grandi autori asiatici del calibro di Hou Hsiao-Hsien, Naomi Kawase, Katsuhiro Otomo, Johnnie To, Tsui Hark, Ringo Lam. Alla fine della manifestazione saranno premiati, come nei migliori concorsi cinematografici, i lavori che saranno considerati dalla giuria, composta da Federico Chiacchiari, Valerio Sammarco, Samuela Isopi, meritevoli in una di queste categorie: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore, Miglior Attrice, Film più Originale.
Durante la settimana saranno presentati non solo i Film in concorso ma anche diverse anteprime italiane provenienti dai più famosi festival cinematografici internazionali tra cui Boarding Gate di Assayas, ancora in forse per quanto riguarda la sua presenza fisica alla manifestazione.
Quest’anno la retrospettiva sarà dedicata ad Ann Hui, definita dallo stesso direttore Antonio Termenini: "madre del cinema di Hong Kong, regista straordinaria che con il suo talento unico ed inimitabile ha attraversato le diverse fasi del cinema hongkonghese, dalla new wave della fine degli anni ‘70, alla crisi degli anni ‘90 con la fuga dei grandi talenti, all’handover del 1997 e al graduale ritorno ad un cinema capace di stupire e di essere da modello per tanti registi americani ed europei", con la proiezione dei suoi lavori: Boat People, Song of Exile, Ordinary Heroes, July Rhapsody, Goddess Of Mercy, The Postmodern Life Of My Aunt.
L’intenzione del gruppo di lavoro, che ha permesso a questo festival di resistere nonostante i numerosi ostacoli affrontati, è quella di riuscire a dipanare il velo d’indifferenza che contraddistingue il nostro paese nei confronti del continente asiatico troppo spesso visto esclusivamente come una minaccia da contrastare con ogni mezzo e ad ogni costo. Come un continente con enormi potenzialità che potrebbe mettere a repentaglio la "superiorità" occidentale. Come un popolo di Samurai, Ninja, coltivatori di riso e mangia verdure. Inutile sarebbe parlare in questa sede dei continui attacchi, leciti e non, riguardo alle potenti economie emergenti e storiche, per fare qualche nome Cina e Giappone.
Il tentativo è quello di far comprendere, a mio avviso, che un diverso modo di relazionarsi con l’oriente è possibile.
Un’osservazione che trascende dalle solite note economiche e ci renda compartecipi della capacità espressiva asiatica nel rappresentare la vita, le emozioni e tutti gli aspetti della loro cultura a noi totalmente sconosciuta.
Per poter, unirci a loro come in una globalizzazione culturale positiva. Una fusione di culture che si rispettano vicendevolmente e che si scambiano emozioni e pareri su avvenimenti comuni. Una nuova possibilità di connessione che non sia solo economica e guidata dalla fame di produzione quanto spinta dalla pura e semplice comprensione del diverso.
Una “Con-Fusione” culturale.
Non posso che fare i miei complimenti agli organizzatori e non posso che augurare Buona Fortuna con quella passione che, alla conferenza stampa, ho osservato nel volto del direttore Antonio Termenini.
Per tutti gli altri, ci vediamo il 7 a partire dalle 15 e 30 con Spider Lilies di Zero Chow proudly made in Taiwan. Non mancate!


































on October 5th, 2007 at 2:42 pm
Bella Luca,
io e il migliaio di persone che quotidianamente visitano smokeandthink ti saremmo grati se ci fornissi anche l’indirizzo e se c’è bisogno di una tessera da fare oppure si può e comprare il biglietto lì x lì insomma dacci notizie util a come poter partecipare
on October 5th, 2007 at 3:06 pm
Anche se di Accademia di francia ne esiste solo una e di film studio ne esiste solo uno, ho modificato l’articolo e messo l’indirizzo
Bisogna fare dei biglietti come al cinema normale. Il costo è 4 per il film studio e 5 per l’accademia di Francia. Ci vediamo li?
on October 5th, 2007 at 6:17 pm
Ammmore perchè ti sei alterato ?
Io sono contento perchè abbiamo toccato le 400 mila visite !
on October 5th, 2007 at 7:05 pm
No volevo farti sentire ignurant!
tocca festeggiare
Cucini tu? hahahaha
on October 5th, 2007 at 10:36 pm
Ci penso sù !